Misteri archeologici: GIGANTI

I giganti sono realmente esistiti? La risposta più scontata: NO, se non nelle leggende, nella  mitologia. Ma allora una domanda mi sorge spontanea, a chi apparteevano questi resti?                                             La maggior parte degli scienziati dubita che per tutte queste tradizioni mitiche vi siano fondamenti reali. «La figura dei giganti è nata probabilmente da molteplici rappresentazioni originarie», presume lo scrittore e divulgatore scientifico Ernst Probst.

Secondo lui la fonte è da cercarsi «nei criteri di misurazione assai diversi che esistevano allora, nel vedere in insoliti fenomeni della natura la manifestazione di creature dalla forza eccezionale (si pensava che l'avversario sconfitto aves­se proporzioni sovrumane: tali concezioni avevano un loro ruolo nell storie di draghi), forse anche nelle allucinazioni dovute al consumo di droghe».

Per Ernst Probst la faccenda è chiara: «Quasi ogni Paese aveva un tempo il suo gigante nazionale, che risaliva quasi sempre al ritrovamento di ossa di elefanti, la cui vera natura era sconosciuta. Su tali errori si basano anche le leggende dei draghi e degli unicorni».
Questo significa che tutte le tracce scoperte finora sui giganti debbono necessariamente essere relegate nel regno della fantasia? Noi riteniamo vi siano indicazioni sufficienti che, nonostante le valutazioni errate, fanno pensare chiaramente alla remota esistenza di giganti.
Non tutti i fossili possono essere identificati con sauri o mammut. In tutto il mondo esistono ritrovamenti di fossili e gigantesche impronte pietrificate, lasciate da antiche generazioni di uomini. Un esempio tra i più noti sono le impronte giganti ritrovate nel letto essiccato del fiume Paluxy in Texas. Anche il ritrovamento di enormi attrezzi potrebbe fare pensare ai giganti. Alcuni di questi oggetti sono esposti nel museo di Weilbauer a Quito (Ecuador). Gigantesche asce e coltelli di pietra sono stati presentati nella mostra Unsolved Mysteries.

Il significato di quei reperti risalenti a 2.000 anni fa non è ancora chiaro. A causa della loro smisurata grandezza, sono stati etichettati ufficialmente come "scuri di culto" e "coltelli di culto", serviti non per scopi artigianali ma religiosi. Accanto ad altri utensili che, in base al peso e alla grandezza, avrebbero potuto essere impiegati solo da uomini di enormi dimensioni, queste testimonianze destano il sospetto che un tempo vi sia stata una popolazione di uomini giganti. Inoltre, sul modo con cui sono state realizzate tonnellate di enormi pietre in tutto il mondo, sulla risoluzione dei problemi del loro trasporto nelle culture megalitiche, non è ancora stata fatta completa chiarezza.

 

I GIGANTI NEGLI USA

Nel corso delle nostre ricerche abbiamo scoperto verosimili tracce relative ai giganti. Le dimensioni di questi individui potevano oscillare tra i 2,5 metri fino all'incredibile altezza di 10 metri.

Ho avuto l'occasione di incontrare uno dei nativi americani più autorevoli: Vine Deloria.Ricevetti un suo invito per un meeting di tre giorni in una riserva indiana di Lacey, nello Stato di Washington.

 

Il tema dell'incontro era inusuale: "Giants and little people" alla conferenza presero parte 15 capi di grandi tribù indiane e tutti raccontarono degli antichi miti della loro stirpe, degli incontri con nani e giganti. Fu un grande onore il fatto di poter essere presente. Quell'esperienza indimenticabile confermò il sospetto che in passato su questa terra vi fossero stati ovunque giganti e nani.
Nel XIX secolo, negli Stati Uniti, furono scavati molti dei mound (tumuli) presenti sul territorio. Vi furono trovati diversi scheletri umani che presentavano una lunghezza compresa tra i 2 e i 3,70 metri. Alcuni di questi scheletri, secondo le descrizioni che ne fecero i giornali dell' epoca, possedevano due file di denti. Ritrovamenti i cui resoconti sono conservati ancora nei vecchi archivi, ma che nell'ultimo secolo sono caduti nel dimenticatoio.

Dai nostri amici indiani abbiamo però ricevuto una copia di alcuni promemoria scottanti. Ci èstato promesso che saremo avvertiti non appena uscirà fuori qualcosa di nuovo su questa storia. Se vi saranno scavi, saremo presenti!

 

Vogliamo rivelare al lettore alcune di quelle notizie riportate negli archivi americani:

- nel 1800 furono ritrovati a Willamson County e a White County, nel Tennessee, diversi scheletri umani dalla lunghezza di oltre 2,10 metri;

- nel 1879, in un mound situato nei pressi di Brewersville, nell'Indiana, fu scoperto uno scheletro lungo 3,40 metri;

- nel 1883 alcuni soldati, mentre effettuavano scavi a Lompock Rancho, in California, trovarono uno scheletro umano di 3,70 metri. Lo scheletro era stato seppellito con conchiglie e pietre, sulle quali erano presenti incisioni non decifrabili. Nella tomba si trovava inoltre un'enorme ascia di pietra. Un'ulteriore particolarità: il gigante aveva una doppia fila di denti nella mascella superiore e inferiore;

- nel 1926 alcuni minatori scoprirono in una galleria della miniera di Bay Creek (Montana) grossi zigomi umani. Con grande sorpresa degli antropologi, i denti erano conficcati in uno strato roccioso che risaliva ad almeno 30 milioni di anni fa.

 

 

IMPRONTE E SCHELETRI

Vi sono numerosissimi esempi di spettacolari ritrovamenti di scheletri di giganti, avvenuti negli Stati Uniti tra il 1800 e il 1930. La maggior parte dei reperti furono spediti allo Smithsonian Institute; non è stato possibile (o non si è voluto) rispondere alle domande in merito.

Il prof. James. J. Hurtak, filosofo, teologo, orientalista e presidente dell' Academy of Future Science, ci ha inviato diverse foto dell'enorme impronta di un piede, rinvenuta su una roccia in Sudafrica.

Queste le misure gigantesche: lunghezza 130 cm, larghezza 69 cm, profondità 18 cm. L'impronta si trova in una roccia di granito antica diversi milioni di anni. Si tratta di una scoperta che risale già al 1912. Le ricerche hanno dimostrato che non si tratta assolutamente di una moderna falsificazione. Inoltre, è possibile vedere come il fango di allora sia stato schiacciato tra le pesanti dita del piede del gigante. La cosa più misteriosa è che si tratta dell'impronta di un piede sinistro.

 

 

Come si spiega, allora, il fatto che in una zona del tutto diversa come lo Sri Lanka sia stata trovata l'orma di un piede destro altrettanto grande? E come interpretare i reperti dissotterrati in Australia dal dottor Rex Gilroy (direttore del Mount Natural History Museum, situato nei pressi della città di Bathurst, nel Nuovo Galles del Sud). Negli ultimi anni il dott. Gilroy ha rinvenuto utensili, scuri, mortai, clave e diverse impronte di eccezionale dimensione fossilizzate in cenere di vulcano.
Tali fanno pensare ad una razza umana sconosciuta che, in base alle dimensioni, può essere definita come "razza di giganti".

Wayne May (curatore della rivista di archeologia Ancient American) ci ha comunicato la notizia di una sorprendente scoperta nello Utah: in un luogo di sepoltura sono stati trovati diversi scheletri umani, tutti della grandezza compresa tra 2,20 e 2,40 metri (cfr. HERA n° 34, pago 20).
Sono stati riportati alla luce sandali, parti di reti e altri oggetti. Inoltre, sono state scoperte sconosciute iscrizioni incise sulle pareti dei sepolcri. Grazie alle favorevoli condizioni climatiche, questi ornamenti sepolcrali si trovano in ottime condizioni.

Purtroppo su tali entusiasmanti ritrovamenti non è stata ancora effettuata nessuna analisi del DNA e nessuna indagine per la datazione.
Diventa di estremo interesse sapere in quale epoca hanno vissuto queste persone in America e quali sorprese riserveranno le analisi genetiche.  
                            
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